Bravetti Nicola Driver

Nazione: Svizzera Nato: 26 Ottobre 1953
Lingue: Inglese Tedesco Hobbies: Sci - Collezionismo modellini - Porsche
Circuito: Imola Pilota: Ken Block

“I Porsche Club nascono con un preciso obiettivo: quello di mettere chi possiede una Porsche in condizioni di ricavarne il massimo piacere, sia guidandola al meglio, sia ritagliandosi momenti privilegiati di svago e relax in compagnia di persone simili per gusto di vivere e modo di sentire. Proprio perché costituisce una scelta così speciale, Porsche unisce.”

Quello che avete appena letto è il testo di presentazione del sito dei Porsche Club Italiani. Il Porsche Club Italia, di cui fa parte anche il pilota Nicola Bravetti, punta molto sull'attività agonistica.

Ma come ci si avvicina alle gare? E quanto costa? Lo chiediamo a Bravetti, che al Porsche Club Italia ha aderito 8 anni fa.

"Per me il massimo dell’espressione agonistica su quattro ruote era il rally. E’ per questo che da giovane, erano i primi anni ’70, partecipai a due gare. O almeno ci provai. Questa mia passione fu infatti fortemente ostacolata dalla mia famiglia e dovetti fare una pausa durata… 25 anni".

Passione assopita, ma mai spirata vien da dire…

Nicola Bravetti: Si risvegliò improvvisamente quando nell'estate 2000 incontrai dei membri del Club Porsche Italia che erano a Lugano per una gara di Slalom. In quell'occasione si risvegliò in me la voglia di correre. Pochi mesi dopo, passando davanti al concessionario Porsche di Lugano, vidi esposta una 964 RS. Un vecchio modello perfetto per correre in pista. La provai e fu subito amore.  Sei mesi dopo ero in pista.

E il rally?

Nicola Bravetti: Devo ammettere che da giovane pensavo la pista noiosa, ma mi sbagliavo. Quando si corre in pista si è alla continua ricerca della perfezione: la giusta traiettoria, il tempismo perfetto nel dare il colpetto di freni o d’acceleratore. E’ una gara con sé stessi dove il risultato lo si costruisce decimo di secondo per decimo di secondo. Il tempo rallenta e si è catapultati in un’altra dimensione. E’ difficile da spiegare.

Cosa contraddistingue Porsche?

"E’ una macchina molto fisica, molto impegnativa da guidare. Oltre il 60% del peso del mezzo è posizionato nel retro del veicolo, e questo fa sì che se non si è più che attenti con l’acceleratore l’auto tende ad andare in sovrasterzo e comincia a girare".

Le è mai capitato?

"Certo. In particolare mi ricordo una volta quando mi è scoppiata una gomma a 240 km/h. Ero su un rettilineo e l’auto ha cominciato girare su sè stessa.  L’acceleratore non centrava nulla, ma il risultato fu lo stesso".

Paura?

"Sì, di demolire l’auto. Sarebbe stato un bel disastro. Le auto da gara non sono assicurabili…"

Parliamo di costi…

"E’ uno sport abbastanza costoso, ma molto meno di quanto la gente pensa. Per un automobile bisogna contare tra i 50 e i 100000 franchi. Sono modelli vecchi che hanno già subito la maggior parte della svalutazione e che tengono dunque bene il prezzo di rivendita, anche perché il mercato è ristretto agli appassionati. Per quel che ne è delle gomme, meccanica, trasferte, ecc. bisogna contare 20-30000 franchi a stagione".

Non son pochi

"No, ma quando si comincia a vincere con una certa regolarità intervengono gli sponsor e tra i miei colleghi c’è anche chi correndo guadagna".

L’importante è partecipare oppure vincere?

"Partecipare è bello, ma vincere è meglio! Io gareggio dal 2001 e ho cominciato a vincere con una certa regolarità nel 2002. Sono arrivato secondo della mia categoria nel 2003 e nel 2004 e, finalmente, sono arrivato primo nel 2005. Dal 2006 sono passato alle classi dedicate alle vetture da competizione, quindi non derivate direttamente dai modelli stradali come nel caso delle RS, e mi sono concentrato sulle cosiddette competizioni endurance".

Che differenza c’è tra l’endurence e le competizioni sprint dove ha corso fino al 2005?

"Le gare sprint di mezz’ora sono molto più adatte ai giovani piloti. Nelle gare endurance contano invece molto di più l’esperienza e la costanza della prestazione. Qui posso far valere la mia relativa esperienza e la regolarità della prestazione di guida".

Bravetti Nicola (fonte: Tio)